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La scorsa settimana, alla presentazione della prima enciclica di papa Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale (AI) e fortemente critica nei confronti delle aziende tecnologiche, l’unico rappresentante del settore presente era Chris Olah, uno dei fondatori di Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot Claude.

Non è strano. Anthropic, infatti, si pone da tempo come un’eccezione nell’ambito dell’AI: un’azienda dall’approccio cauto in un settore altrimenti spregiudicato. È una narrazione che fa parte della storia dell’azienda dall’inizio, quando nel 2021 fu fondata da un gruppo di ex ricercatori di OpenAI che criticavano la linea senza scrupoli del loro capo, Sam Altman. Da allora Anthropic ha continuato ad attrarre ricercatori provenienti da altre aziende e preoccupati dalla direzione presa dall’industria e a fare scelte apparentemente in controtendenza rispetto al resto del settore, rafforzando la propria buona reputazione. Ovviamente non è così semplice.

Per alcuni anni Anthropic è rimasta indietro rispetto a OpenAI, che con il chatbot ChatGPT ha innescato l’attuale corsa alle AI alla fine del 2022. Tuttavia, nell’ultimo anno in particolare, Anthropic è cresciuta fino a raggiungere una valutazione di 965 miliardi di dollari, superiore a quella di OpenAI stessa. La scorsa settimana, mentre Olah partecipava alla cerimonia in Vaticano, l’azienda ha annunciato l’apertura della sua sesta sede europea, a Milano, e ha ricevuto nuovi investimenti per 65 miliardi di dollari.