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A prima vista, OpenAI e Anthropic sembrano aziende molto simili tra loro: entrambe si occupano di intelligenza artificiale e sono note per un chatbot, rispettivamente ChatGPT e Claude. Ma solo una delle due, OpenAI, ha passato gli ultimi anni a cercare investimenti per progetti sempre più ambiziosi, per un totale di centinaia di miliardi di dollari.

Anthropic, invece, si è concentrata su come monetizzare le tecnologie esistenti, tanto che oggi risulta più vicina a qualcosa che sembra ancora mancare al settore: un modello di business sostenibile. Come scrive il Wall Street Journal, l’azienda prevede di concludere l’anno in corso con 9 miliardi di dollari di entrate, contro i 12 miliardi previsti da OpenAI, e di diventare profittevole entro il 2028. OpenAI dovrebbe riuscirci solo due anni dopo, nel 2030, consumando circa 14 volte la liquidità spesa da Anthropic.

Si tratta di un risultato notevole per Anthropic, specie se si tiene conto che il suo chatbot Claude, con 18,9 milioni di utenti mensili, è molto meno noto e utilizzato di ChatGPT, che ha 800 milioni di utenti settimanali, secondo il CEO di OpenAI Sam Altman. A renderlo possibile sono stati un piano di riduzione delle spese e una strategia aziendale focalizzata su un settore particolarmente redditizio, quello delle AI utilizzate dalle aziende.