Il tribunale di Maldonado, in Uruguay, emette a febbraio 2023 una sentenza che sembra chiarire ogni aspetto della storia che, in questi giorni, ha mandato in tilt le istituzioni del nostro paese. Domani ha letto il verdetto di adozione, pubblicato in versione integrale e in pdf, sul nostro sito. L’iter di affidamento del bimbo da parte di Nicole Minetti, graziata dal presidente della Repubblica, e del suo compagno, Giuseppe Cipriani, è stato al centro dell’inchiesta a puntate pubblicata dal Fatto.
Le prime ricostruzioni parlavano di un bambino «strappato», «non abbandonato alla nascita». E, invece, la sentenza del giudice Grecia Gonzalvez del 15 febbraio 2023 (di 15 pagine quella originale, noi abbiamo pubblicato anche la traduzione in italiano allegata agli atti e firmata da un perito giurato) che permette l’adozione definitiva di un bimbo «gravemente malato» alla coppia italiana sembra dire il contrario.
Il bimbo abbandonato e l’affidamento. In Uruguay le carte tengono a galla Minetti
Dagli atti si legge a pagina 1: «Risulta che i genitori di F. (che con la sentenza perderanno definitivamente la patria potestà, ndr) hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita a dicembre 2017, secondo il fascicolo IUE 285-13/2018. Senza altri parenti responsabili e con il padre privato della libertà (era in galera, ndr) si è deciso di collocarlo provvisoriamente presso l’Inau in attesa di una famiglia». E ancora: «I genitori (biologici, ndr) non hanno mai mostrato interesse per lui, non lo hanno mai visitato e non si sono mai interessati alla sua salute».










