Classe 1997, giornalista per professione, cacciatore di emozioni per passione. Specializzato nel settore sportivo, cerco di raccontare le storie di chi viene r…

Quando senti il vento tra i capelli, la sensazione è quella di una libertà assoluta. Un’ebbrezza che fa bene al corpo perché accende l’adrenalina senza bisogno di correre rischi. Mirko Testa ha sempre inseguito quell’emozione: prima in moto, poi in handbike, dove una discesa rappresenta la ricompensa dopo le immense fatiche affrontate in salita, spingendo con le braccia e cercando di restare agganciato agli avversari. La fatica è cambiata, ma il legame con la velocità è rimasto lo stesso. Quella che solo lo sport sa regalare e che ripaga di sacrifici enormi, alimentando una passione capace di accompagnare ogni sforzo. Il 28enne di Grassobbio ha saputo trasformare quell’energia in risultati straordinari: un titolo mondiale nella categoria MH3, un argento e un bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024 e, più recentemente, la conquista della Coppa del Mondo generale a Montesilvano. Traguardi che affondano le radici in un momento drammatico della sua vita: il terribile incidente del luglio 2018, quando una caduta in motocross gli provocò la frattura di quattro vertebre e una lesione del midollo spinale.