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Claudio Arrigoni

In pista su un circuito del Pavese intitolato a Tazio Nuvolari per cominciare (o ricominciare) a sentire emozioni da centauri. Moto adattate con comandi adattati e ruote speciali. Il progetto «Diversamente Disabili» è supportato da Bmw Italia col progetto di responsabilità sociale SpecialMente

C’è Luca, che viene dal Friuli e ha perso un braccio in un macchinario al lavoro. C’è Elisa, una gamba amputata dopo un incidente. Poi Max, paraplegia per una caduta in moto. Anche Andrea, campione sportivo con una paraplegia incompleta per il crollo di in una scuola. Assieme a tante persone, con e senza disabilità, in un circuito del Pavese intitolato a un pilota entrato nel mito, Tazio Nuvolari, per cominciare, o ricominciare, a sentire emozioni che solo chi è stato in moto può provare. Moto adattate con comandi adattati e ruote speciali in modo da permettere a ogni persona, in qualunque condizione, di poter guidare una moto e, anche, prendere una patente; istruttori con amputazioni o in carrozzina per mostrare meglio possibilità vissute in prima persona; volontari appassionati a seguire e aiutare.

Sul circuito di Cervesina andava in scena lo scorso fine settimana, ancora una volta, un evento nato in Italia e unico nel panorama internazionale con un bellissimo slogan: «Make Life An Inclusive Ride», fai diventare la vita un viaggio inclusivo, possibile grazie all’incontro fra Bmw Motorrad e l’associazione Didi, Diversamente disabili. Motore è Emiliano Malagoli, campione internazionale di motociclismo, che nel 2011 perse la gamba destra in un incidente, con oltre 15 interventi per salvare la sinistra. Voleva tornare sulla moto da corsa. Dopo 400 giorni era in pista al Mugello: «La moto mi ha portato a capire cosa voglia dire la inclusione. Da un evento negativo è nata una opportunità unica nel mondo».