Una nuova scoperta sulla malattia del secolo, dopo tante false speranze e tante illusioni. Uno studio scientifico internazionale ha individuato una nuova possibile strategia per contrastare la malattia di Alzheimer, una delle principali cause di demenza nel mondo. La ricerca mostra che una molecola chiamata GHRH e un suo composto derivato, denominato MR-409, sono riusciti a ridurre alcuni dei principali danni associati alla patologia nei modelli sperimentali. Piaga globale L’Alzheimer colpisce milioni di persone e oggi le cure disponibili riescono soprattutto ad alleviare i sintomi, senza però fermarne davvero la progressione. Per questo motivo la comunità scientifica è impegnata nella ricerca di nuove terapie capaci di proteggere il cervello e rallentare il deterioramento cognitivo. In cosa consiste il passo in avanti Nel nuovo studio, coordinato dalla professoressa Riccarda Granata del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute UniTo, i ricercatori hanno osservato che il trattamento con GHRH e MR-409 aiuta le cellule nervose a sopravvivere e a difendersi dagli effetti tossici della beta-amiloide, la proteina che si accumula nel cervello delle persone con Alzheimer formando le cosiddette “placche”.