VITTORIO VENETO (TREVISO) - Oltre 200mila euro per vaccinare tutti i 4.400 cani di Vittorio Veneto contro la rabbia. È questa la somma complessiva che i cittadini saranno chiamati a sborsare in meno di 15 giorni per rispettare l'obbligo di immunizzare i propri amici a quattro zampe. L'imposizione è scattata dopo il caso del cane con la rabbia a San Giacomo di Veglia (soppresso nella notte tra il 26 e il 27 maggio) che era stato illegalmente importato dal Marocco. Da una parte c'è la paura che possa aver contagiato altri animali. Ma dall'altra ora fioccano anche le proteste perché i proprietari degli altri cani di Vittorio Veneto - in tutto 4.400 - devono vaccinarli a proprie spese, rivolgendosi a un veterinario.

L'operazione vale in tutto oltre 200mila euro. E il conto è fatto inevitabilmente per difetto. Le tariffe, infatti, sono variabili. Generalmente la vaccinazione, con visita di controlli, costa tra i 30 e i 50 euro. Ma si può salire anche a più di 70 euro se il cane non ha il microchip. In più, bisogna mettere nel conto anche i gatti. Sono in tutto 900 quelli censiti. L'Usl della Marca si occuperà della vaccinazione delle colonie feline. Ma restano tutti gli altri, molti dei quali non sono nemmeno registrati.Allarme rabbia: l’Usl presenta un esposto in procura. «Pazzo chi non vuole vaccinare il proprio animale domestico» LE RICHIESTE Le polemiche non si sono fatte attendere. Soprattutto via social. Ma non solo. Non a caso è arrivata da più parti la richiesta che il pubblico rimborsi ai cittadini il costo della vaccinazione, almeno parzialmente, facendo poi rivalsa sulla proprietaria del cane, che l'aveva ricevuto in regalo lo scorso dicembre da un parente andato in Marocco col camper e poi tornato assieme all'animale senza rispettare alcuna regola. L'ultima è al centro dell'interrogazione presentata da Giovanni Braido, consigliere comunale di opposizione. In sostanza chiede se il Comune intende risarcire i cittadini obbligati a pagare il vaccino, rifacendosi «con il responsabile che con il suo comportamento colposo di fatto attraverso il suo cane, importato dall'estero senza i necessari controlli, ha obbligato tutti i cittadini del vittoriese a effettuare il vaccino».Se non fosse possibile arrivare a un accordo, Braido invita fin da ora il Comune a trascinarlo in tribunale: «Qualora il responsabile sia reticente - scrive - il Comune paghi il vaccino ai cittadini che hanno avuto tale incombenza economica e si rivalga giudizialmente nei confronti del responsabile, anche con la richiesta del danno d'immagine per la città, dato il riscontro a livello nazionale». Una posizione in linea con quella dell'ex sindaco Gianantonio Da Re.Nel frattempo Sonia Brescacin, consigliere regionale del gruppo misto, ha presentato una mozione in cui chiede alla Regione di prevedere dei contributi per le vaccinazioni obbligatorie: «È urgente tutelare il benessere degli animali e sostenere allo stesso tempo le famiglie interessate».L'INCONTRO Proprio oggi ci sarà un vertice tra la Regione e l'Ordine dei veterinari. Dopo il caso di rabbia canina, la situazione verrà analizzata a 360 gradi. E non si esclude che possa essere affrontato anche il tema economico. Intanto l'Usl della Marca continua la propria attività tra prevenzione e monitoraggio. Fino ad ora sono state 41 le persone sottoposte a profilassi antirabbica. Più 10 cani che hanno già iniziato il periodo di isolamento di 6 mesi nel canile sanitario di Ponzano.