Bruxelles – Confindustria plaude al report dell’eurodeputato di Forza Italia e vicepresidente del Partito popolare europeo al Parlamento europeo, Massimiliano Salini, sulla proposta di revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni. Presentato ieri (2 giugno) in commissione Ambiente (ENVI), il testo rappresenta, per il relatore Salini, “una proposta concreta, che coniuga sostenibilità e competitività, senza derive ideologiche“, e che ha lo scopo “di costruire un percorso di decarbonizzazione efficace, realistico e coerente con il principio di neutralità tecnologica”. Per il vicepresidente di Confindustria per l’Unione europea, Stefan Pan, “la bozza di relazione supera molte criticità della proposta della Commissione, dando risposta alle preoccupazioni del settore con soluzioni concrete: ora è importante che venga approvata senza indebolirne il contenuto”.La proposta sarà discussa in commissione Ambiente, con il voto finale previsto per il prossimo autunno. Poi passerà al vaglio della plenaria. Il report introduce una nuova categoria di veicoli a zero emissioni allo scarico, alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili (biocarburanti ed e-fuels), che verranno equiparati agli elettrici. “Solo valorizzando anche i combustibili rinnovabili – ha sottolineato Salini – possiamo garantire una reale neutralità tecnologica e accelerare la decarbonizzazione del trasporto stradale”. Inoltre, la proposta un adeguamento dell’obiettivo di riduzione al 2035 proponendo un target di taglio delle emissioni del 90 per cento per le auto che includa le flessibilità previste dalla Commissione – cioè crediti per i carburanti e per l’acciaio a basse emissioni di carbonio -, senza però porre limiti stringenti sul loro utilizzo e senza vederli come mera compensazione del restante 10 per cento. Per i furgoni, il target viene abbassato all’80 per cento, mantenendo lo stesso meccanismo di flessibilità delle auto. Infine, il periodo di conformità (‘averaging’) viene esteso da tre a cinque anni, concedendo più tempo ai costruttori per raggiungere i target di riduzione intermedi e prevedendo anche un percorso graduale per i furgoni. Per questi ultimi, in più, il target 2030 è ridotto dal 40 per cento al 30 per cento, mentre vengono rafforzati e ampliati i “super-crediti” per le piccole autovetture e furgoni, così da incentivare la produzione e diffusione di modelli più accessibili e a basse emissioni. Infine, il report propone anche di congelare il parametro ‘Utility Factor’, che regola i test di omologazione dei veicoli ibridi plug-in.Per Confindustria, le proposte di modifica recepiscono diverse istanze espresse nei mesi scorsi dall’industria automotive, a partire da un approccio basato sulla piena neutralità tecnologica. Tra le novità che giudica “più positive” ci sono la creazione, sin dall’entrata in vigore del Regolamento, di una categoria di veicoli a zero emissioni alimentati esclusivamente con carburanti sostenibili (VEEF), e la revisione dei target di emissione per i van al 2030 e al 2035 e per le auto al 2035. “Di grande importanza anche l’estensione delle flessibilità proposte dalla Commissione, tra cui la possibilità di utilizzare fin da subito carburanti rinnovabili sostenibili e acciaio verde per ottenere crediti di emissioni, e non solo dal 2035, con un supercredito rafforzato e previsto anche oltre il 2035; l’aumento della quota dei carburanti rinnovabili sostenibili dal 3 per cento al 10 per cento e l’estensione della definizione di ‘carburanti rinnovabili sostenibili’ a tutti i carburanti conformi alla RED”, la direttiva sulle rinnovabili. Per Pan, la presentazione di ieri è stato “solo un primo passo, ma testimonia la progressiva presa di coscienza da parte dei legislatori di Bruxelles”. Secondo il vicepresidente, “fissati gli obiettivi di decarbonizzazione, è giusto lasciare agli operatori e ai consumatori la possibilità di scegliere le soluzioni migliori per ciascun contesto, superando l’approccio ideologico e universalistico che ha caratterizzato le strategie europee fino a oggi”.