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14 Maggio 2026
Ultimo aggiornamento: 12:39
Più che una revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni, la direzione intrapresa è quella di un dietrofront su tutta la linea. L’ultima novità è arrivata con la bozza di relazione alla revisione messa a punto dall’europarlamentare Massimiliano Salini (Forza Italia), vicepresidente del Partito Popolare Europeo e tra i primi a sollecitare un passo indietro sullo stop alle auto termiche nel 2035. “Non è un dogma” ha ribadito più volte.
La proposta dell’europarlamentare, da sempre vicino ai big dell’acciaio, va anche oltre quella di Bruxelles. Se a dicembre scorso la Commissione Ue ha proposto di abbassare dal 100% al 90% l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per le case automobilistiche a partire dal 2035, concedendo la possibilità di compensare il restante 10% con i crediti per carburanti alternativi e l’acciaio verde, Salini punta a portare quei crediti complessivamente al 17%. I costruttori di veicoli potrebbero, infatti, utilizzare fino al 10% (Bruxelles puntava al 3%) di crediti dai carburanti “ammissibili”, ossia quelli alternativi (come biofuel ed e-fuel) e fino al 7% per l’acciaio pulito per raggiungere i propri target.






