La decisione dell’Academy di escludere dagli Oscar 2027 i contenuti generati dall’AI ha riacceso il dibattito sul confine tra tecnologia e arte. Ma cosa succede in Italia? L’approccio nostrano sembra molto più concreto e meno ideologico: l’intelligenza artificiale è già realtà nella post-produzione cinematografica e musicale per ottimizzare tempi e costi , senza però voler rimpiazzare l’autore. La vera sfida si gioca sulla tutela legale e contrattuale, come sottolinea Lucia Maggi, partner di 42 Law Firm.

Si parla molto della decisione dell’Academy di escludere dagli Oscar 2027 attori, controfigure e sceneggiature generate con l’AI. In Italia cosa sta succedendo? Come si stanno muovendo le case di produzione?

La scelta dell’Academy ha un peso simbolico fortissimo, ma resta una regola privata di accesso a un premio, non una norma di diritto. In Italia, lavorando quotidianamente con case di produzione cinematografica, società creative ed etichette discografiche, vedo un approccio molto meno ideologico e molto più concreto: nessuno pensa davvero di poter rinunciare all’AI, perché oggi significa abbattere tempi, costi e complessità produttive. Il tema vero è capire come utilizzarla senza compromettere valore creativo, diritti e reputazione.