In un mercato cloud dominato da aziende statunitensi, il tema della sovranità digitale sta diventando sempre più rilevante. Le alternative basate in Europa esistono e sono decisamente valide

di

Enrico Zoia

Sono circa 350 milioni i cittadini europei che utilizzano Gmail, il provider di posta di Google. Si crea l’account per poter usare uno smartphone Android e poi si rimane "intrappolati" nell’ecosistema di app e servizi perfettamente integrati tra di loro: creazione documenti, spazio cloud per i file, libreria foto e così via. Effettivamente è tutto molto comodo, e ciò vale naturalmente anche per la controparte di Microsoft e il suo ecosistema di servizi cloud in cui è confluito Office.

Ma c'è anche un'altra faccia della medaglia: per Google, Microsoft e molte altre aziende a cui affidiamo quotidianamente i nostri dati, questi sono un asset strategico che può essere rivenduto o usato per profilazione o training di IA. Inoltre, essendo queste grosse aziende basate negli Stati Uniti, sono soggette a normative (come CLOUD Act e FISA 702) che, tra le altre cose, consentono alle forze dell’ordine oltreoceano di accedere ai dati di qualunque utente, ovunque si trovino.