Un’ondata ribassista travolge Bitcoin. La regina delle criptovalute è scesa sotto i 67.000 dollari. Mercoledì 3 giugno ha persino toccato i livelli più bassi da febbraio, toccando i 65.385 dollari, dopo che Nasdaq e S&P 500, così come il Nikkei 255, hanno chiuso a livelli record, mentre prosegue la crisi nel Golfo Persico. In questo contesto, le sovraperformance dei mercati azionari, infatti, stanno continuando ad attrarre gli investitori. Dopo tre sessioni in cui ha perso quasi il 10%, il Bitcoin osserva ancora una tendenza negativa nel breve termine (lo stesso vale per l’altra big delle cripto, Ethereum, la cui flessione però è più contenuta). I principali indicatori direzionali – Macd, Parabolic SaR e Vortex – si trovano in posizione short. Soltanto l’iper venduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire altri cedimenti e magari favorire una fase laterale di consolidamento. I motivi dietro le vendite Prima di poter iniziare un andamento rialzista conssitente, appare necessaria una fase riaccumulativa. Secondo Quantum Capital Partners (Qcp), in questo momento, gli investitori potrebbero star disinvestendo dal mondo del Bitcoin per stanziare liquidità su altri fronti. In particolare, sui mercati azionari o in occasione delle offerte pubbliche iniziali (Ipo) su cui sta germogliando più interesse – da OpenAI a SpaceX, fino ad Anthropic.