MILANO, 03 GIU - Pamela Genini "poteva essere salvata, ma tutti gli indici di rischio sono stati colposamente trascurati" e resta "ancora un'altra verità da scoprire", una "anima nera" che "merita di essere fermata", ossia il responsabile della "atroce vicenda della sottrazione del cadavere". Lo spiega l'avvocato Nicodemo Gentile, legale della madre della 29enne, alla vigilia dell'inizio del processo, domani mattina in Corte d'Assise a Milano, a carico di Gianluca Soncin, imprenditore 53enne imputato per aver ucciso con 76 coltellate l'ex compagna, dopo che lei aveva deciso di chiudere la relazione. La mamma, Una Smirnova, assieme ad altri familiari, sarà presente in aula e chiederà di entrare nel processo come parte civile. "Il percorso processuale nei confronti di Soncin - spiega il suo legale - non ci preoccupa: credo che il suo destino giudiziario sia segnato. Era un uomo violento, assetato di possesso e controllo, che ha brutalmente ucciso Pamela". Tra l'altro, nella lista dei testimoni del processo figura anche quel Francesco Dolci, ex amico e fidanzato della 29enne, che è indagato nell'inchiesta della Procura di Bergamo, con tanto di perquisizioni e sequestri nelle scorse settimane, per il caso della profanazione della tomba e della sottrazione della testa, non ancora trovata.
Omicidio Pamela Genini, domani la madre in aula per 'chiedere giustizia'
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