La Mercedes potrebbe vedersi costretta a non vendere e non produrre più le proprie automobili negli Stati Uniti d’America se non recide i legami con investitori riconducibili al governo cinese. Questo è quanto prevederebbe una nuova legge denominata Motor Vehicle Modernization Act 2026 che è al vaglio del Congresso e punta a proibire la presenza industriale e commerciale di quei costruttori che hanno “un qualsiasi interesse azionario diretto o indiretto da parte di un governo straniero ostile”.
Il problema per Mercedes sarebbe dunque che la BAIC (Beijing Automotive Industrial Corp.), costruttore cinese di proprietà statale e dunque riconducibile al governo di Pechino, detiene il 9,98% dei titoli dell’azienda di Stoccarda, quota che ne fa il primo investitore singolo. Il secondo con il 9,69% è pure cinese ed è la Tenaciou3 Prospect Investment Limited, holding personale di Li Shufu, fondatore e proprietario della Geely.
Il terzo investitore individuale di Mercedes è la Kuwait Investment Authority, ovvero il fondo sovrano del paese mediorientale, con il 5,33% seguito una pletora di altri investitori che il prospetto fornito dalla casa tedesca suddivide in investitori istituzionali (42,24%) e microinvestitori (32,76%), quelli che in gergo sono definiti retail o al dettaglio. Vuol dire che almeno 19,67% della Stella è in mano cinese, dunque buona parte degli investitori asiatici in totale (20,68%).








