“Volano le canzoni” è il suo libro edito da La Nave di Teseo e che definisce un regalo che gli ha fatto Elisabetta Sgarbi. Nicola Piovani si è raccontato al Corriere della Sera: 80 anni, colonne sonore che sono diventate, in certi casi, così popolari da poterle fischettare, pianista. Il libro prende spunto da un programma che Piovani realizzò per Radio3 nel 2018.

Una radio, Radio3, che gli ha cambiato la vita: “Probabilmente non sarei mai venuto a conoscenza della musica classica. Non mi sarei infiammato di passione per Haydn, Chopin, Stravinsky. In casa mia si ascoltavano solo canzoni. Tuttora la ascolto metodicamente, per gratitudine”.

È un’intervista che viaggia attraverso i ricordi, la mamma che “cantava insieme alla radio, mentre faceva i pesanti lavori di casa: quattro maschi da governare da sola senza elettrodomestici… Aveva una passione intensa per le canzoni. Tutta la mia famiglia mi ha aiutato a percorrere la strada della musica”.

E Piovani accenna anche al secondo matrimonio, quello con la sassofonista Marina Cesari: “Non ne parlo con disinvoltura… mi sono sposato un anno fa, in forma privatissima, con Marina, che è uno dei pochi motivi gioiosi per cui desidero restare al mondo il più possibile. Oltre a lei, anche per i miei figli Duccio e Rocco (dal primo matrimonio, ndr) che sono per me motivo di tanta, compiaciuta soddisfazione e serenità. Tutte le mattine, appena mi sveglio, ringrazio il cielo di avermeli regalati”. E non manca l’amicizia, per esempio quella con Benigni: “L’amicizia per me è uno dei più preziosi luoghi del nostro animo. L’amicizia con Roberto risale a prima che lavorassimo insieme. È antica e profonda, e si coniuga con l’immensa ammirazione che ho per l’artista. Fra le tante sue doti sceglierei il coraggio: di osare, di rischiare, di esplorare, senza il quale avrebbe passato la vita a fare fotocopie dell’Inno del corpo sciolto. Peraltro, un magnifico pezzo“. E i ricordi più preziosi sono “le lunghe chiacchierate sulla ricetta delle linguine al tonno, o su Kafka e su Berlusconi”.