C’è una strada lunga, aspra e bellissima che parte da Africo, attraversa i campi di provincia, passa per il Catanzaro, si sporca di sudore, di fatica e anche di sangue, e arriva fino alla maglia azzurra. Costantino Favasuli l’ha percorsa senza scorciatoie, passo dopo passo, corsa dopo corsa, fino a prendersi una notte che può diventare una di quelle da raccontare per sempre.

Stasera, contro il Lussemburgo, nell’amichevole che segna l’avvio della giovane Italia affidata a Silvio Baldini, l’esterno del Catanzaro è pronto a partire dal primo minuto. Per lui sarà il debutto in azzurro. Non una semplice presenza, non una convocazione da spettatore privilegiato, ma una maglia da titolare, conquistata sul campo e dentro una stagione vissuta sempre al massimo.

Il ragazzo che non smette mai di correre

Favasuli non è arrivato alla Nazionale per caso. Ci è arrivato con il passo di chi ha imparato presto che nel calcio il talento non basta, se non lo accompagni con la testa, con la fame e con quella voglia feroce di non mollare mai.

A Catanzaro lo hanno capito in fretta. Il classe 2004 è cresciuto partita dopo partita, diventando uno dei volti più riconoscibili della squadra giallorossa. Accelerazioni, intensità, duttilità tattica, coraggio. Ma soprattutto un modo di stare in campo che piace alla gente: diretto, generoso, quasi antico. Favasuli corre, lotta, rincorre l’avversario, riparte, soffre. E quando serve stringe i denti.