di
Lorenzo Giliberti
L'ex portiere bianconero torna a raccontarsi dopo la lunga malattia e il ricovero all'ospedale di San Giovanni Rotondo
Non è solo la malattia a cambiare la vita, ma anche il modo in cui la si affronta e le persone che si incontrano lungo il percorso. Stefano Tacconi - nei giorni scorsi a Rutigliano per commemorare le vittime dell’Heysel - oggi ha vinto e racconta la sua rinascita dopo la grave emorragia cerebrale che lo ha colpito nell'aprile 2022, cui sono seguiti un lungo periodo di coma e interventi d'urgenza, e poi una nuova operazione nel 2024 per un'ischemia arteriosa e una lunga riabilitazione a San Giovanni Rotondo. E racconta dello staff medico di Casa Sollievo, diventato quasi una famiglia, l’affetto dei tifosi e la forza di un carattere forgiato da una vita da portiere.
Innanzitutto la domanda più importante: come sta?«Meglio, dai. Facciamo un po’ di sacrifici, ma va bene».













