Parigi. Xenia Fedorova, ex direttrice di Russia Today France e attuale opinionista di punta dell’impero mediatico di Vincent Bolloré, è diventata un caso politico che imbarazza il governo non solo per le sue prese di posizione pro Putin. Lunedì un’inchiesta del Monde ha rivelato infatti che la propagandista del Cremlino a Parigi ha ottenuto il rinnovo del suo permesso di soggiorno per dieci anni nel 2024, ossia due anni dopo l’invasione dell’Ucraina e la chiusura di tutte le sedi europee di Russia Today per “azioni di propaganda continue e concertate” che “minacciano direttamente e gravemente l’ordine e la sicurezza pubblici”. Sia l’entourage di Gérald Darmanin, all’epoca ministro dell’Interno, sia l’attuale inquilino di Place Beauvau Laurent Nuñez, hanno detto al Monde che è stato un rinnovo “automatico”, una procedura “puramente amministrativa” come tante altre. Peccato che Fedorova non sia come tanti altri, bensì un “agente russo al servizio di un regime che minaccia l’Europa”, ha denunciato ieri Raphaël Glucksmann, eurodeputato e leader di Place Publique, che ha chiesto al governo di “toglierle il microfono”. Uno dei suoi collaboratori, Sacha Houlié, si è spinto più in là, invocando la revoca immediata del permesso di soggiorno. “Deve essere espulsa senza indugi”, ha affermato Houlié, poiché “si rende colpevole di ingerenze straniere in Francia e minaccia in questo modo gli interessi fondamentali della nazione”.Ma l’esecutivo, per ora, si limita a moltiplicare le dichiarazioni contro Fedorova – “propagandista patentata che serve da cassa di risonanza alla disinformazione del Cremlino” e che tutti i giorni “serve in tv la minestra di Putin”, ha commentato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot – senza atti concreti. Arrivata in Francia nel 2017 grazie a un “passeport talent”, un permesso di soggiorno concesso dall’amministrazione francese ai cittadini stranieri in base a una competenza specifica e richiesto all’epoca da Russia Today per consentirle di lavorare a Parigi, Fedorova ha ottenuto nel 2021 dalla prefettura un primo rinnovo del permesso per quattro anni. Nel 2024, ha chiesto e ottenuto un ulteriore rinnovo di dieci anni, nonostante la guerra di aggressione in Ucraina da lei difesa, i crimini di guerra russi e la chiusura delle antenne di Russia Today e Sputnik nell’Ue. Il rinnovo del prezioso documento resta inspiegabile, sottolinea il Monde, a maggior ragione perché in quel periodo Parigi “inasprisce il rilascio e il rinnovo dei permessi agli stranieri che rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico, o addirittura li revoca. In quell’anno, si contano più di 4.600 rifiuti di rilascio o rinnovo, oltre a 2.255 revoche per questo motivo”. Per i dirigenti di Cnews, Europe 1 e Journal du dimanche, i media di proprietà di Bolloré su cui Fedorova esprime le sue opinioni, è una voce “rara e preziosa”. Ma è anche un “agente di destabilizzazione”, come ha detto ieri il deputato socialista Arthur Delaporte, un’ingerenza russa a volto scoperto.