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Segretaria Daniela Piras, si apre oggi a Catanzaro il quarto congresso nazionale della Uiltec. Qual è il messaggio principale che lanciate da questa assise?

«Il messaggio è racchiuso nello slogan: “Innoviamo i processi, tuteliamo i diritti”. Viviamo una fase di trasformazioni economiche e industriali senza precedenti, guidate dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione. Il nostro obiettivo è dimostrare che il progresso tecnologico e la sostenibilità ambientale non sono nemici dell’occupazione. Al contrario, la sfida della modernizzazione si vince solo se si rimette al centro la persona, il valore del lavoro e la dignità dei salari. Da Catanzaro ribadiamo che il sindacato è in prima linea nella costruzione del cambiamento, pretendendo però che lavoratrici e lavoratori siano protagonisti e mai vittime dei processi di trasformazione».

La scelta di celebrare il Congresso nazionale in Calabria ha un forte valore simbolico e territoriale. Cosa chiede la Uiltec per il Mezzogiorno?

«La Calabria e il Sud non devono più essere considerati la periferia d'Europa, ma il cuore pulsante delle nuove strategie industriali ed energetiche. Questo territorio ha potenzialità straordinarie legate all’energia, alla logistica e alle filiere manifatturiere di qualità. Governo e Istituzioni devono finalmente assumersi la responsabilità di costruire una vera politica industriale, superando la logica dell’emergenza. Difendere l’industria italiana significa anche garantire la sicurezza energetica nazionale. La transizione va accompagnata con pragmatismo: non possiamo permetterci di ridurre la capacità di estrazione, raffinazione e trasformazione senza avere prima costruito alternative solide. Servono infrastrutture materiali e digitali, ma soprattutto serve creare lavoro dignitoso, stabile e di qualità».