Si tratta di un percorso ad anello lungo 65 chilometri che unisce L’Aquila e Rieti e che parte e arriva a Carsoli. Da visitare le Grotte di Petrasecca, Poggio Cinolfo e Rocca di Botte.

I tipici paesaggi idilliaci abruzzesi, punteggiate da vette imperiose, caratterizzano il Cammino del Cavaliere lungo 65 chilometri. Si svolge, come lascia supporre il suo nome, nella Piana del Cavaliere laddove gli antichi romani scorrazzavano in groppa ai loro sauri, attraversando questi territori tra la capitale, L’Aquila e Rieti. Adesso essi sono uniti da un anello che prevede un’altitudine media collocata tra i 750 e i 950 metri di quota. Ci si imbatte in borghi dalle abitazioni in pietra, castelli scavati nella roccia in un’atmosfera che ha conservato il mistero del Medioevo.Si parte e arriva a Carsoli, incastonato tra i Monti Carseolani, al confine tra l’Abruzzo marsicano e il Lazio, alle pendici del Monte Fontecellese alto 1623 metri. Subito ci si dirige alla volta dei colli di Monte Bove, situato a 990 metri sul livello del mare, seguendo la catena dei Monti Carseolani. In pratica, si cammina lungo l’antica via Tiburtina Valeria, vicino alle vestigia del castello edificato tra IX e X secolo dai Conti dei Marsi. Queste zone sono sempre state strategiche, mentre più mistico è l’Eremo di Sant’Angelo che si incontra successivamente. Le Grotte di Pietrasecca e soprattutto quella del Cervo, rappresentano gli ambienti carsici più affascinanti dell’Appennino. Piacerà molto anche il percorso di avvicinamento a Collalto Sabino, borgo medievale dominato dal Castello Baronale, tutto cinto da freschi boschi di querce e castagni.Mai paghi degli scenari che vedono il passaggio del Cammino del cavaliere, ecco i viandanti dirigersi alla volta di Poggio Cinolfo, borgo in pietra affacciato sulla valle del Turano e da lì nel Bosco di Oricola, un’area protetta della Rete Natura 2000 nella quale abbondano faggete, querce ed esemplari di fauna selvatica. Invece Oricola (810 metri di altitudine) è sovrastata dalla sua rocca medievale. Ricco di storia si presenta anche Rocca di Botte situata alle pendici dei Monti Carseolani, perché le famiglie altolocate degli Orsini e dei Colonna, svolsero in esso un ruolo predominante. Pereto invece, alle pendici del Monte Fontecellese, è stato abitato fin dall’epoca preromana dalle popolazioni degli Equi e dei Marsi ma poi fu donato all’abbazia di Montecassino. Preti e briganti sono sempre stati assidui frequentatori di questi territori al confine tra Abruzzo e Lazio nei quali adesso è stato tracciato uno dei cammini più interessanti sul piano storiografico.