di Marco Corsi
L’Arno al centro della nuova strategia di rigenerazione urbana: al via la procedura per la concessione dell’area fluviale. L’amministrazione comunale punta sulla valorizzazione del fiume come asse strategico di rigenerazione urbana, sociale e ambientale. Va in questa direzione il provvedimento della giunta Chiassai, che il 28 maggio scorso ha approvato l’avvio della procedura a evidenza pubblica per individuare il soggetto cui la Regione Toscana potrà affidare la concessione demaniale di una porzione dell’area fluviale nel tratto cittadino del fiume. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di riqualificazione del fronte urbano dell’Arno e delle aree verdi connesse ai giardini pubblici "Regina Margherita", con l’obiettivo di rafforzare la continuità tra spazio fluviale e tessuto cittadino attraverso un utilizzo ordinato, sostenibile e prevalentemente ricreativo delle sponde. Il progetto mira a trasformare il tratto urbano del fiume in uno spazio attivo di socialità e fruizione pubblica, valorizzando al tempo stesso la dimensione ambientale e paesaggistica dell’Arno. L’area individuata, compresa tra 500 e 1.000 metri quadrati, sarà destinata esclusivamente ad attività ricreative stagionali e temporanee, con strutture leggere e completamente removibili, in grado di garantire il rispetto delle condizioni idrauliche e la tutela del contesto fluviale. L’intervento si fonda su un accordo tra Comune e Regione Toscana che definisce un modello di gestione condivisa: al Comune spetta l’attivazione della procedura di evidenza pubblica, mentre alla Regione, tramite il Genio Civile Valdarno Superiore, compete il rilascio della concessione demaniale e dell’autorizzazione idraulica. È prevista inoltre una commissione tecnica congiunta per coordinare gli aspetti progettuali e di sicurezza. L’Amministrazione comunale collega l’operazione a una più ampia strategia di presidio e valorizzazione dello spazio pubblico fluviale, nella quale il fiume diventa elemento centrale di qualità urbana. La concessione avrà durata di nove anni, scelta che punta a garantire stabilità gestionale e a consentire investimenti coerenti nel medio periodo.










