EMPOLIIl "Cerottone" lungo la 429 è la bonifica definitiva contro il Keu. Lo dissero settimane fa gli enti locali. L’ha ridetto ora la Commissione d’inchiesta che pure (ma non per la 429 essendo appunto "sigillata") ha palesato la necessità di altri fondi per risanare gli ulteriori siti. Ma l’Assemblea permanente di Empoli contro il Keu non gradisce questo status di bonifica definitiva: teme ciò che sta accadendo nel vicino Pisano, cioè lo spettro della presenza di veleni nelle acque di falda. "Quello che chiediamo da sempre - insiste l’assemblea - è che i veleni siano tolti, a costo anche di disfare un tratto di strada. Perché la salute viene prima di tutto il resto e la possibilità che il telo non basti è reale, stando alle conclusioni dello studio commissionato quattro anni fa da Regione Toscana al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa". Poi il tarlo: "La nostra preoccupazione - riprende l’assemblea - è aumentata per quanto è emerso a Crespina Lorenzana, comune pisano che rientra tra i 13 siti dov’è stato riscontrato Keu. Qua, a Ceppaiano, nei giorni scorsi è arrivata la conferma che nelle acque dei pozzi e nelle falde sono stati riscontrati livelli impressionanti di cromo esavalente, uno dei peggiori cancerogeni che esistano. Per questo il Comune ha disposto il divieto di utilizzo delle acque dei pozzi privati". E allora l’assemblea ha tanti dubbi sul sottosuolo vicino alla nuova 429 nel tratto del Keu. Il comitato di Crespina ha raccontato gli ultimi sviluppi nell’assemblea pubblica del 13 maggio scorso. "Quanto sta avvenendo a Ceppaiano - riprende il gruppo empolese - è la conferma di quello che è emerso dallo studio del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, in cui il team del professor Petrini concludeva con la stessa osservazione. Per questo anche a Empoli non ci sentiamo sicuri. La messa in sicurezza non è affatto una bonifica. Le 8mila tonnellate di Keu sono sempre sotto la terra e vogliamo che vengano tolte". Andrea Ciappi