Il presidente Carloni: "Le imprese diminuiscono soprattutto in agricoltura, manifattura e commercio. Aumentano soltanto quelle che operano nei comparti della ricettività e nei servizi. Preoccupa la denatalità" . .Un anno iniziato sotto il peso di previsioni di crescita striminzite che rischia di concludersi anche peggio per l’Umbria.Anticipazioni del nuovo report realizzato per Cna Umbria dal centro studi Sintesi. "Se l’Italia è il Paese più indebitato e quello con i peggiori tassi di crescita tra tutti i membri dell’Unione europea, per l’Umbria va anche peggio – afferma il presidente regionale della Cna, Michele Carloni -. La previsione di una crescita del Pil di appena lo 0,7% fatta all’inizio dell’anno, infatti, oggi viene considerata del tutto sovrastimata. La cosa più probabile è che ci sarà la perdita di un ulteriore mezzo punto, per un risultato finale di + 0,2% rispetto al 2025, esattamente la metà di quanto stimato per il Paese. Ma questo è un motivo in più perché la crescita delle imprese umbre venga messa al centro dell’attenzione delle politiche regionali. Perché senza crescita non ci saranno le risorse per finanziare la sanità, il welfare, la cultura né, tantomeno, quelle per approntare e mettere a terra progetti strategici finalizzati a rendere l’Umbria più attrattiva". Nel report contrazione anche per gli investimenti che, rispetto al 2025, quando erano aumentati del 4,3% sull’anno precedente, sono dati in crescita di un ulteriore 1,6%, ma con la differenza che nel 2026 è entrata in funzione la Zes, che prevede forti incentivi alle imprese che investono in progetti di almeno 200mila euro di valore.