Di: Alex Ricordi A delinearsi sono un “no” e una situazione di stallo. È quanto mostrano i risultati del 2° sondaggio elaborato dall’istituto demoscopico gfs.bern, su mandato della SSR, circa i due temi legati alle votazioni federali del 14 giugno. Il rilevamento, realizzato a fine maggio, si basa sulle opinioni espresse da più di 19’000 aventi diritto di tutte le regioni linguistiche del Paese. Iniziativa: consensi più diffusi nella Svizzera italianaSul primo oggetto in votazione va inquadrato, anzitutto, un significativo mutamento di tendenze rispetto a quanto era emerso dal primo sondaggio, realizzato fra aprile e maggio: le opinioni di segno contrario, infatti, sono cresciute nella misura di 5 punti percentuali e si attestano così al 52%. Solo il 3% degli interpellati manifesta ancora indecisione, mentre è ben l’87% ad aver già maturato salde intenzioni di voto a favore o contro l’iniziativa dell’UDC: indice, questo, di un livello ben avanzato di formazione delle opinioni.Sul piano regionale il discorso si fa però più articolato. E a spiccare è una crescita delle posizioni favorevoli proprio nella Svizzera italiana, dove ora raggiungono la soglia del 50%. Un’identica quota, ma di segno contrario, si rileva nella Svizzera tedesca, mentre è in Romandia che si rileva la percentuale più elevata (61%) di pareri negativi.A livello politico il testo continua a incassare un autentico pieno di consensi fra i sostenitori dell’UDC, la formazione che lo ha lanciato. Ma fra i simpatizzanti degli altri maggiori partiti le opinioni contrarie sono in crescita e prevalenti. Segnatamente nell’area di centro si constata un netto spostamento delle intenzioni di voto verso il “no”.Se nelle aree rurali si consolida una maggioranza a favore dell’iniziativa, è in quelle urbane che si constata una maggiore avversione al progetto (+4 punti percentuali) rispetto al dato di un mese fa. I pareri negativi crescono anche nelle regioni intermedie, dove però il testo mostra di avere ancora la capacità di ottenere una maggioranza.A trainare maggiormente l’iniziativa, rileva l’analisi dei risultati, è la percezione che le infrastrutture nei settori dell’edilizia abitativa, dei trasporti, delle scuole e degli ospedali siano sempre più sovraccaricate a causa della crescita demografica. Il campo dei contrari può invece soprattutto far leva sui rischi per i rapporti bilaterali con l’UE e sulla dipendenza dall’immigrazione per coprire le necessità di manodopera qualificata.Servizio civile: modifica di legge nell’impasseCambiamenti di rilievo, rispetto a quanto risultava un mese fa, si riscontrano anche per le intenzioni di voto legate al secondo oggetto sottoposto al popolo. I consensi alla revisione della legge sul servizio civile sono infatti scesi dal 52% al 48%. Guadagnano così terreno i pareri contrari che, grazie ad una progressione di 6 punti, sono ora espressi dal 46% degli interpellati. Le opinioni di segno negativo crescono in tutte le regioni linguistiche e in particolare nella Svizzera francofona, dove hanno ora una maggioranza del 51%. Ne deriva una situazione di impasse, che sotto un certo profilo è anche singolare. L’analisi delle tendenze mostra infatti un calo del tasso d’approvazione fra gli interpellati che esprimono fiducia nel Governo. Eppure, sul fronte di coloro che non si fidano dell’Esecutivo, i pareri favorevoli mantengono una maggioranza. Un dato certamente atipico, per un progetto emanato dallo stesso Consiglio federale.Comparando i risultati di questo sondaggio con quelli del precedente, emerge la maggiore decisione con cui il progetto viene respinto dai simpatizzanti dell’area di sinistra. Una maggioranza piuttosto consistente di pareri negativi è quindi riscontrabile anche nella base dei Verdi liberali. I favori per la revisione sono invece sempre nettamente preponderanti fra i sostenitori dell’UDC e del PLR. Sul piano delle argomentazioni, risulta ampiamente condivisa quella secondo cui vanno garantiti a lungo termine sia gli effettivi, che la capacità operativa dell’esercito. A sostenere invece i “no” è, in particolare, il timore di un effetto dissuasivo sul servizio civile, che porterebbe alla scomparsa di importanti prestazioni per la società.Verso una partecipazione superiore alla mediaInfine è il 54% degli interpellati ad affermare che parteciperà sicuramente al voto. Un dato che fa segnare un incremento di 4 punti rispetto al precedente sondaggio e che si colloca ad un livello ben superiore alla media di lungo periodo (47,1%) registrata fra il 2011 e il 2024. Nel raffronto regionale, tuttavia, la Svizzera italiana fa attualmente registrare la percentuale meno elevata.Tutto lascia comunque prevedere una partecipazione superiore alla media. Entrambi i temi, come attesta il dato complessivo, stanno infatti mobilitando ampi segmenti della popolazione.Modalità di realizzazioneIl sondaggio è stato effettuato sulla base delle opinioni raccolte dall’istituto gfs.bern attraverso interviste telefoniche e pagine allestite sui portali d’informazione della SSR. Il margine d’errore statistico, per eccesso o per difetto, è di 2,8 punti percentuali.01:23Notiziario 06.00 del 3.06.2026 Il servizio di Alan CrameriRSI Info 03.06.2026, 06:06
Iniziativa UDC verso un “no”, testa a testa sul servizio civile - RSI
Gli esiti del secondo sondaggio SSR in vista dell’appuntamento alle urne del 14 giugno







