Il Sì in vantaggio di sei punti sul No, con un quarto dell’elettorato ancora indeciso su cosa votare o direttamente se recarsi o meno alle urne. Dopo il “pareggio tecnico” stimato da Ixé, un altro sondaggio dà la partita del referendum sulla riforma Nordio ancora molto aperta a cinquanta giorni dal voto del 22 e 23 marzo. Secondo una rilevazione dell’istituto Demopolis, condotta dal 28 al 30 gennaio su un campione di duemila intervistati, il 39% degli italiani è orientato a confermare la modifica costituzionale approvata dalle Camere, il 35% a bocciarla, mentre un 26% non ha ancora preso posizione e/o non sa se andrà a votare. Scorporando questa quota e considerando solo chi si è espresso, il Sì è stimato al 53%, il No al 47%. Un distacco molto inferiore alla media di quelli stimati dai sondaggi delle ultime settimane, che in alcuni casi superavano ampiamente i dieci punti.

Secondo l’ultimo sondaggio di Eumetra per La7 il divario con il Sì il 28 gennaio si sarebbe addirittura ridotto a soli tre punti: 51,5% contro 48,5%. Nel dettaglio, la rilevazione mostra come in due settimane il vantaggio iniziale del Sì si sia quasi dimezzato. Il 14 gennaio il distacco era di oltre cinque punti, sceso a poco più di quattro il 21 gennaio. La tendenza all’aumento dei contrari, d’altra parte, emerge anche dalla media bisettimanale delle rilevazioni curata dall’istituto Bidimedia sondaggi: tra il 15 e il 19 gennaio il No ha recuperato 1,8 punti sul Sì, attestandosi al 43,7% contro il 56,3% (media tra il 50,1% di Ixé e il 62,8% stimato da Lab21 per Affaritaliani).