In Italia si discute del declino demografico e del problema della sostenibilità del sistema pensionistico quasi sempre dal lato della spesa. Un paper pubblicato ieri dall’Ocse, invece, presenta una simulazione che stima, a politiche fiscali invariate, che la pressione demografica ridurrebbe per l’Italia il rapporto tra entrate fiscali e pil di circa mezzo punto percentuale entro il 2060 – il paese più colpito sarebbe invece la Corea, oltre i 4 punti percentuali. Per il nostro paese, che ha una delle popolazioni più anziane d’Europa, è un esito più contenuto di quanto ci si aspetterebbe dal declino demografico, anche perché la media dei paesi Ocse si aggira intorno alla perdita di un punto percentuale.E’ un buon dato? Non proprio: se la popolazione in età da lavoro si restringe come fa da noi, allora lo stesso lavoro diventa una base fiscale più stretta. La spiegazione va allora cercata verso chi dovrà versare le entrate per mantenere quel rapporto quasi costante. Sempre l’istituto con sede a Parigi, nello stesso rapporto, stima che gli over 65 pagano un gettito pro capite vicino al 105 per cento della media di tutte le età, uno dei valori più alti tra le economie avanzate (più di Francia e Spagna, ma meno della Germania e degli Stati Uniti) e circa 15 punti percentuali sopra la media Ocse. Ciò vuol dire che gli anziani continuano a contribuire più del cittadino medio, in larga parte grazie a pensioni elevate e tassate come reddito da cui lo stato ripesca. Così, la relativa tenuta rispetto all’impatto demografico sul rapporto pil- entrate è solo a prima vista una buona notizia. Affinché invece la tenuta diventi solida davvero, servirebbe allargare la base fiscale, e non aumentando la pressione fiscale, ma lavorando sull’occupazione e dunque sugli inattivi (al 34 per cento in Italia), sulla produttività (dove l’AI può dare un grande slancio), e poi cercando di costruire una discussione meno ideologica e più pragmatica sui tabù delle rendite, dell’età pensionabile e della distribuzione tributaria.
Il paradosso fiscale del declino demografico
Il contributo extra degli over 65 e delle loro pensioni alte attenua la crisi generata dalla denatalità, dicono i dati Ocse. Ma solo apparentemente è una buona notizia
L'OCSE stima il declino demografico ridurrà entrate/PIL dell'Italia di 0,5 punti entro 2060; pensionati pagano il 105% del gettito medio. Per i tech leader il nodo è produttività: occupazione (34% inattivi), AI-driven improvements, riforma tributaria—non tasse.







