HomeMacerataCronacaLavori alla diga, l’acqua si abbassa. Riemerge l’antico borgo sommersoSan Lorenzo al Fiume era un paese di 300 anime, noto fin dal Medioevo per la lavorazione dei tessuti. Nel 1953 il progresso cancellò tutto. Ora è ricomparso il vecchio ponte di pietra, cuore del vecchio abitato.San Lorenzo al Fiume era un paese di 300 anime, noto fin dal Medioevo per la lavorazione dei tessuti. Nel 1953 il progresso cancellò tutto. Ora è ricomparso il vecchio ponte di pietra, cuore del vecchio abitato.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’era una volta un piccolo borgo di circa 300 anime, San Lorenzo al Fiume. Una frazione di Fiastra, paese dell’Alto Maceratese, con due filande, una segheria, un mulino, una centrale idroelettrica (tra le prime di tutto il territorio), un fabbro ferraio, cinque botteghe alimentari con osteria, cinque calzolai, due macellerie, un forno, un’autolinea, una farmacia, una tintoria-fornace, un negozio di stoffe e un barbiere, oltre a tante casette abitate. Poi un giorno, negli anni Cinquanta del secolo scorso, arrivò l’industrializzazione e quel borgo, da rurale, divenne moderno. O meglio, sommerso.
Si decise infatti di costruire una diga alta novanta metri, un’opera ingegneristica all’avanguardia, per creare un lago artificiale e produrre energia elettrica per una vasta area. Ma oggi, grazie ad alcuni lavori di manutenzione programmata sulla diga, il livello del lago è più basso di circa otto metri. E, come per magia, è riaffiorato il caratteristico vecchio ponte. Sono tornati visibili i resti dell’antico borgo. Un’occasione rara, che sta attirando curiosi e turisti. Uno spettacolo che non durerà per molto: entro la fine di giugno inizierà il progressivo riempimento dell’invaso. "La frazione di San Lorenzo al Fiume, conosciuta anche solo col nome di Fiume - esordisce Stefano Bianchi, storico locale - è sempre stata abitata (lo testimoniano tracce picene): un borgo attivo e vivace fino al 1953-54, quando venne costruita la diga. Era considerato il centro economico e industriale della valle del fiume Fiastrone. Oltre alla centrale idroelettrica, che aveva permesso di far arrivare la luce nelle case già nei primi anni del ‘900, c’erano tante botteghe. L’attività tipica era la lavorazione dei tessuti, dal Medioevo. Non a caso c’erano due filande".







