"Basta slogan, parliamo di Comacchio". Lo dice perentorio il candidato Walter Cavalieri Foschini e aggiunge "leggo ogni giorno gli interventi del candidato Bellotti, con continui riferimenti alla destra e alla sinistra, richiami ideologici, demonizzazioni dell’avversario e una crescente aggressività che rischia di allontanare ancora più i cittadini dalla politica". E si chiede "davvero questa è la priorità di Comacchio" e come si pensi di affrontare le sfide del territorio riesumando la "Guerra Fredda" e se i cittadini hanno bisogno di sentir parlare di "nemici politici invece che di lavoro, turismo, servizi, giovani e sviluppo".
Per Foschini dietro tanta propaganda si nasconde una difficoltà. "È più semplice parlare di simboli che spiegare perché una lista di ragazzi - continua - come Io Voto, è arrivata a pochi voti dalla corazzata di FdI". Ed ancora come sia più semplice agitare vecchie bandiere che riconoscere il valore di centinaia di cittadini che hanno scelto di impegnarsi per il territorio senza chiedere permessi a nessuno. È più semplice accusare gli altri di essere ’politici’ che spiegare come nelle liste del centrodestra trovino posto tanti ex esponenti del centrosinistra, tanti amministratori del passato e perfino protagonisti di quella stagione amministrativa che oggi viene raccontata come il male assoluto.








