Cesena, 3 giugno 2026 – Guai a sfiorare il tema Nazionale, sia che si tratti di un suo ritorno, sia che si tratti dell’addio nel 2023 dopo aver conquistato l’Europeo nel 2021 (il campionato 2020 post Covid) e aver fallito la seconda qualificazione dell’Italia al Mondiale. L’ex ct Roberto Mancini di questo non vuole parlare, ma se gli si chiede del figlio Andrea, prossimo a diventare il futuro ds del Cesena, allora tutto cambia. “Certo, di mio figlio parlo – dice mentre è in auto di ritorno nella sua Jesi –, di lui posso solo che parlare bene. È mio figlio”. Un'altra foto di Mancini con la famiglia
Ha dedicato un post non solo a suo figlio, ma anche ad Attilio Lombardo e Giovanni Invernizzi: “Grazie da noi sampdoriani. Competenza, senso di appartenenza e cuore blucerchiato. Senza di voi sarebbe stata un’altra storia”. Ha sofferto questa decisione della Sampdoria?
“Loro sono dispiaciuti e come tifoso lo sono anche io. Senza il lavoro di Andrea, Attilio e Giovanni, la Sampdoria sarebbe retrocessa. Hanno fatto un grande lavoro. Ma il calcio è anche questo, ci sono storie che finiscono e storie che iniziano”.
E suo figlio sta per intraprendere una nuova avventura a Cesena. Cosa ne pensa?
“Io non mi intrometto nelle sue scelte, ma gli ho consigliato di accettare subito. Il Cesena è un club importante, per tanti anni ha militato in serie A, per me è un club glorioso, rappresenta la Romagna. Me la ricordo bene, da avversario negli anni ’80 l’ho affrontato tante volte, da giocatore con il Bologna e con la stessa Sampdoria. Cesena è parte della storia di calcio. Gli ho detto ’vai, non ci pensare neanche un attimo’”.












