LONGARONE (BELLUNO) - «È diabetica, non la prendiamo». È la denuncia di Martina, mamma di una bambina di 10 anni di Erto affetta da diabete di tipo 1. Da anni incontra difficoltà nell’iscriverla ai centri estivi del territorio. La piccola utilizza microinfusore e sensore glicemico, è autonoma nella gestione della malattia e viene monitorata a distanza dai genitori. Eppure, secondo la famiglia, negli ultimi anni diverse strutture tra Longarone, Cimolais e Ponte nelle Alpi avrebbero respinto la richiesta di iscrizione. «In caso di necessità basta intervenire con zucchero e monitoraggio. Quello che mi ferisce è che spesso nessuno si informa sulle reali esigenze di mia figlia», racconta la madre. Tra le strutture contattate c’è il centro estivo delle piscine di Longarone che, secondo la famiglia, avrebbe declinato l’iscrizione per motivi organizzativi legati alla carenza di personale dedicato. Diverso il caso del centro estivo di Erto-Cimolais e della scuola dell’infanzia Don Zalivani di Ponte nelle Alpi, dove il rifiuto sarebbe arrivato senza particolari spiegazioni. Di segno opposto la scelta di un altro centro estivo di Longarone, che finalmente ha accolto la bambina dopo aver informato il personale sulle procedure da seguire. «Il problema non è solo organizzativo ma anche umano» afferma la madre. La donna ha coinvolto anche l’Associazione Famiglie Diabetici Belluno-Feltre che riferisce di non aver mai riscontrato criticità nei centri estivi di Belluno e Feltre ma anzi di aver trovato “ascolto, competenza e disponibilità” e invita a riflettere sulla preparazione degli operatori e sulla gestione di queste situazioni.