Ogni anno in Italia circa 150mila studenti delle superiori vengono bocciati, il 5-6% del totale secondo il MIC. Un numero tutt'altro che irrisorio di giovani a cui capita di dover far fronte alla notizia di una bocciatura con tutte le conseguenze del caso, dall’affrontare la famiglia al fare i conti con il proprio senso di inadeguatezza. È a loro, ragazzi e ragazze che sono stati o saranno bocciati, proprio come è successo a lui in terzo superiore, che Federico Mello, giornalista Rai, dedica il suo ultimo libro, “Elogio della bocciatura - Perché la tua più grande paura può diventare la tua più grande opportunità” (Edizioni BIT). Un libro di consigli e riflessioni di “uno zio o di un amico più grande, che ti vuole bene e con il quale puoi parlare liberamente. Qualcuno che ti prende sul serio”, con lo scopo di far capire che non solo la bocciatura non è la fine del mondo ma che può addirittura essere la chiave per un nuovo capitolo. Una prospettiva utile, soprattutto con la fine della scuola alle porte. Ma quali sono questi consigli?
Rompere l’omeostasi. Omeostasi, in greco, significa equilibrio e, anche se a primo acchito può sembrare una cosa buona, può rivelarsi nociva quando ci convinciamo di essere gli ultimi della classe, senza speranze. La bocciatura, seppur dolorosamente, ci costringe a uscire dall’abitudine e da ciò che è familiare. Un momento tragico che può rivelarsi magico: siamo costretti a cambiare tante cose, ed è questa l’occasione perfetta per creare un nuovo equilibrio, per rifiutare le etichette che gli altri ci hanno appiccicato addosso e per essere noi a decidere come scriviamo la nostra storia.







