Parigi parla italiano. E lo fa come non era mai successo prima. Per la prima volta nella storia del tennis, l'Italia porta tre giocatori nei quarti di finale del tabellone maschile di uno Slam. Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi hanno scritto una pagina destinata a restare negli annali, certificando ancora una volta la profondità e la qualità raggiunte dal movimento azzurro. Il dato assume un significato ancora più sorprendente se si considera chi manca all'appello. Non ci sono infatti né Sinner né Musetti, oggi i due riferimenti tecnici del tennis italiano. Eppure l'Italia continua a brillare, a occupare gli spazi più nobili dei grandi tornei, a dimostrare che il suo momento d'oro va ben oltre i singoli campioni.

Il contesto Sarebbe però poco onesto ignorare il contesto. Questo Roland Garros ha visto aprirsi un'autostrada nella parte alta del tabellone. L'assenza di Carlos Alcaraz e la clamorosa eliminazione di Jannik già al secondo turno hanno svuotato una metà del draw che, sulla carta, avrebbe dovuto essere molto più competitiva. Le occasioni, però, non si trasformano da sole in risultati. Bisogna avere il coraggio e la qualità per sfruttarle. Berrettini, Cobolli e Arnaldi lo hanno fatto alla perfezione.Berrettini ha ritrovato il tennis dei giorni migliori, tornando a frequentare i quarti Slam per la settima volta in carriera. Cobolli continua la sua crescita vertiginosa e si conferma ormai presenza stabile ai massimi livelli. Arnaldi, invece, è stato protagonista di una delle imprese più belle del torneo, rimontando Frances Tiafoe dopo essere stato a un passo dall'eliminazione e conquistando il primo quarto Slam della sua carriera. Il risultato è una fotografia che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza: tre italiani tra gli ultimi otto di Parigi e la certezza di avere almeno un azzurro in semifinale (75% di possibilità di vederne uno in finale).Già, perché domani andrà in scena un derby che entrerà a sua volta nei libri di statistica. Berrettini contro Arnaldi. Esperienza contro ritrovato entusiasmo. Il romano contro il ligure. Ma soprattutto una sfida che rappresenta un caso unico nella storia dei Major. Non era mai successo che un quarto di finale maschile Slam mettesse di fronte due giocatori con una classifica così bassa. Arnaldi occupa la posizione numero 104 del ranking ATP, Berrettini la numero 105. Per la prima volta nell'era delle classifiche mondiali, un quarto di finale Slam vede affrontarsi due tennisti entrambi oltre la 103ª posizione del ranking. Un record curioso e per certi versi paradossale. Da una parte certifica quanto questo Roland Garros sia stato condizionato dalle assenze e dalle eliminazioni eccellenti. Dall'altra racconta la straordinaria capacità di due giocatori che, per ragioni diverse, si sono ritrovati lontani dalle posizioni che il loro valore reale suggerirebbe. Va anche detto che considerando la somma ranking, il quarto di finale tra Arnaldi e Berrettini non è il peggiore. Ecco la classifica da quando esistono le classifiche computerizzate (23 agosto 1973): Wimbledon 2002 Xavier Malisse (35)-Richard Krajicek (1093). Somma ranking 1128 Wimbledon 1986 Henri Leconte (9)-Pat Cash 413). Somma ranking 422 Australian Open 1987 Wally Masur (71)-Kelly Evernden (298). Somma ranking 369 Australian Open 1989 Miloslav Mečír (13)-Goran Ivanišević (300). Somma ranking 313 Roland Garros 1992 Henri Leconte (200)-Nicklas Kulti (94). Somma ranking 294 Wimbledon 2000 Vladimir Voltchkov (237)-Byron Black (52). Somma ranking 289 Australian Open 1976 Mark Edmondson (212)-Dick Crealy (56). Somma ranking 268 Wimbledon 2003 Philippoussis (48)-Popp (198=. Somma ranking 246 Wimbledon 1984 Connors (3)-Annacone (243). Somma ranking 246 Wimbledon 2008 Schüttler (94)-Clément (145). Somma ranking 239 Al netto dei precedenti statistici, Berrettini sta completando una delle risalite più emozionanti degli ultimi anni dopo il lungo calvario degli infortuni. Arnaldi, invece, sta vivendo il torneo della consacrazione, spingendosi oltre ogni precedente limite in uno Slam. Comunque vada, il tennis italiano ha già vinto.