VENEZIA - Il legame tra la Mostra del Cinema di Venezia e il cinema americano è ben saldo e collaudato. Questa relazione, però, si è rinforzata nel corso degli anni e Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, ha individuato un anno preciso in cui la connessione con l'evento che si tiene al lido e il cinema proveniente da oltreoceano ha cominciato a rifiorire.
Barbera ne ha parlato nel corso di un talk ospitato oggi pomeriggio, martedì 2 giugno, all'Arsenale, nella nuova sede dell'Archivio Storico della Biennale di Venezia.Le dichiarazioni di Barbera Alberto Barbera, durante il suo intervento, ha detto: «Alla fine del primo decennio di questo secolo il cinema americano aveva iniziato a disertare l'appuntamento veneziano, preferendo il Festival di Toronto come trampolino di lancio per le grandi produzioni. Una tendenza che rappresentava un problema per Venezia, sia sul piano del prestigio sia su quello dell'attività della Mostra, rischiando di comprometterne il mantenimento del ruolo di vertice nel panorama dei festival internazionali. Per questo, quando sono tornato alla guida della Mostra nel 2012, mi sono subito impegnato a ricucire i rapporti con il cinema americano, con le major, gli studios e i produttori indipendenti. Da allora è iniziato il riposizionamento di Venezia tra i festival più importanti al mondo». «La Mostra svolge il proprio ruolo su scala globale» Dialogando con cinque studiosi di cinema provenienti da residenze di ricerca e consulenze per la selezioni della Biennale Cinema, Barbera ha spiegato: «La presenza del cinema americano nel suo complesso richiama anche quella cinematografia meno visibile di molti Paesi che scelgono la Mostra come vetrina per promuovere le proprie opere. Si crea così un circolo virtuoso».La Mostra di Venezia, ha ricordato il direttore artistico, «ha lavorato costantemente allo scouting di nuovi autori e registi indipendenti, contribuendo a farli conoscere al grande pubblico internazionale. Il legame tra Venezia e il cinema americano non si è mai interrotto e la Mostra continua a svolgere il proprio ruolo durante tutto l'anno e su scala globale».«Festival internazionale che ha saputo rinnovarsi» Alberto Barbera ha, quindi, sottolineando l'importanza della Mostra del Cinema a livello internazionale: «Lo dico non per autocelebrazione, ma per evidenziare un dato di fatto: la Mostra di Venezia è il festival internazionale che più ha saputo rinnovarsi, riuscendo al tempo stesso a entrare in sintonia con il pubblico e ad aprirsi alle nuove tecnologie della produzione audiovisiva. Come Biennale dobbiamo essere orgogliosi di aver sperimentato, spesso per primi, percorsi innovativi, senza restare ancorati a una concezione del cinema certamente rispettabile, ma legata esclusivamente al passato».Il direttore artistico ha concluso accennando alla tecnologia e all'intelligenza artificiale: «La Mostra del Cinema ha sempre guardato con attenzione alle innovazioni e continuerà a farlo anche nei confronti dell'intelligenza artificiale, che non va demonizzata ma governata e orientata dagli artisti. In definitiva, la Mostra di Venezia rappresenta una sorta di laboratorio in cui si immagina e si costruisce il futuro del cinema».







