Genova – L’ambito è quello delle prime ipotesi formulate dal medico legale durante l’analisi preliminare del corpo trovato a Villetta Di Negro, ma in attesa dell’autopsia non si esclude che Pietro Alberto Paolo Signor fosse ancora vivo, sabato mattina, quando era stato legato mani e piedi. Quindi sarebbe stato ucciso - o comunque sarebbe morto - dopo essere stato immobilizzato con degli indumenti usati come corde. Leggi anche – Delitto a Villetta Di Negro, la vittima e l’assassino entrati insieme nel parco. L’omicidio in 20 minuti Si tratta di una ricostruzione suggerita dalla conformazione di una ferita presente su un polso della vittima, individuata dal medico legale Sara De Martino. Ennesimo particolare al vaglio dei carabinieri del nucleo investigativo, che indagano sull’assassinio di Signor, 48 anni, originario di Milano e da tempo a Genova. Un delitto per il quale è stato arrestato il quarantaduenne di nazionalità senegalese Cisse Camara. Accusato dal sostituto procuratore Francesco Cardona Albini, titolare dell’inchiesta, di aver ucciso Signor e poi di averlo legato, cercando di trascinare altrove il corpo nel parco di Villetta Di Negro, a pochi passi dalla centrale piazza Corvetto. Ma una ragazza aveva adocchiato Camara spostare la salma e aveva chiamato il 112. Come detto, l’autopsia che la Procura si appresta a disporre potrà fornire informazioni più precise sulle cause della morte. Sul volto di Signor è stata trovata una ferita vistosa, forse provocata da una bottigliata. Ma ci sono anche altre lesioni, verosimilmente inferte con un oggetto tagliente. L’ipotesi principale è quella di un coccio di bottiglia - ne sono stati trovati sul luogo del delitto - ma non si esclude possa essere stato usato un coltello. Camara, difeso dall’avvocato Filippo Guiglia, deve essere ancora interrogato dalla giudice Carla Pastorini per la convalida del provvedimento d’arresto. Ma sinora è rimasto ricoverato in ospedale a San Martino, dov’è stato accompagnato già sabato in preda a una crisi psicomotoria e dov’è rimasto per motivi di salute. Intanto i carabinieri, diretti dal colonnello Marco Alesi, continuano a scandagliare le telecamere di sorveglianza della zona. Quelle del parco hanno messo in luce l’arrivo dei due uomini assieme, poi una lite. Ma usando le videocamere cittadine i militari stanno evidenziando anche i loro contatti già all’esterno del parco, sabato, e la strada compiuta assieme per raggiungerlo. Camara e Signor, seppure in maniera molto differente, avevano un’esistenza segnata da fatica e marginalità. E non è escluso che usassero Villetta Di Negro come rifugio per la notte. Il movente del delitto è ancora ignoto e una chiave per interpretare questa storia potrebbe risiedere nel loro rapporto.