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Il presidente statunitense Donald Trump ha infine firmato l’ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale di cui si parlava da diverse settimane, e che introduce una prima forma di regolamentazione al settore.
Il provvedimento chiede alle aziende di sottoporre volontariamente i modelli più avanzati a una revisione governativa almeno 30 giorni prima della messa online, affinché le agenzie incaricate possano verificare che non sussistano rischi per la sicurezza nazionale. Non è obbligatorio, e il preavviso è meno ampio di quello di cui si era discusso in precedenza, ma la decisione segna comunque una svolta importante nella politica di Trump, che aveva sempre sostenuto la deregolamentazione.
Il provvedimento prevede inoltre che entro un mese venga istituito un “Centro coordinamento per la sicurezza informatica” in materia di AI, che si occuperebbe di esaminare le vulnerabilità in materia di sicurezza. Anche questo prevede una collaborazione con il settore su base volontaria.
Trump avrebbe dovuto firmare l’ordine già a fine maggio, ma aveva rimandato dopo settimane di discussioni. Secondo le ricostruzioni di vari giornali americani, il rinvio era stato deciso su pressione di alcune personalità importanti del settore, che si oppongono da sempre a qualsiasi tentativo di regolamentazione. In particolare, di quelle dell’investitore ed ex “czar dell’AI” David Sacks (“czar” è un titolo informale che nel gergo politico americano indica un funzionario incaricato di una certa questione).














