Un primo tentativo di atterraggio, la manovra d’emergenza, poi lo schianto tra le case di Valbrembo. Emergono le prime ricostruzioni dell’incidente all’ultraleggero caduto durante una lezione di volo nel Bergamasco, che ha provocato la morte del pilota e il grave ferimento dell’allievo. A perdere la vita a 26 anni è stato Daniel Taino, istruttore con il brevetto di volo da quando era adolescente.

L'ultraleggero caduto a Valbrembo

Lo schianto tra le case: le prime ricostruzioni

Chi era Daniel Taino

L’ultraleggero caduto a ValbremboLa sua grande esperienza non è bastata a evitare il disastro, intorno alle 16 di lunedì 1 giugno. Taino era partito intorno alle 15 a bordo del 152 Cessna da 140 cavalli con a fianco l’allievo, un 19enne milanese, dalla pista dell’aeroclub, utilizzata a quell’ora dalla scuola di volo di Enac, Cantor Air.Dopo aver sorvolato la riva orientale del lago di Como, l’ultraleggero inizia il rientro passando sopra la Valsassina e Calolziocorte, con diverse variazioni di altitudine, rotta e velocità rilevate dai controllori di volo.ANSAI rottami dell'ultraleggero caduto tra le case a ValbremboLo schianto tra le case: le prime ricostruzioniSecondo le prime ricostruzioni sul disastro, riportate dal Corriere della Sera, durante l’atterraggio il Cessna sarebbe stato a compiere una manovra d’emergenza, il “touch-and-go“, toccando cioè la pista senza fermarsi per poi decollare immediatamente.Dopo essere ripartito in direzione sud, il velivolo perde troppa quota durante la virata e finisce per colpire i cavi di media tensione di un palocon l’ala destra, che si stacca.A quel punto tocca un altro cavo con l’ala sinistra e lo schianto è inevitabile: l’ultraleggero rimbalza su due auto e finisce davanti al cancello di una villetta, il pilota muore sul colpo mentre l’allievo viene estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco e portato in gravissime condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.