di

Chiara Corradi

La madre di uno degli studenti coinvolti nell'episodio mostrato sui social anche da due video: «I ragazzi erano in pausa pranzo nel cortile dell’istituto e il professore ha rimproverato uno di loro che aveva lanciato una lattina contro una macchina. Non si è limitato al rimprovero»

«Siamo una famiglia ben integrata, non abbiamo mai avuto problemi con giustizia. Mio figlio è un bravo ragazzo: va a scuola, fa sport, non delinque», così la mamma del 17enne - tra gli indagati per la presunta aggressione ai due professori - inizia a raccontare la sua versione dei fatti avvenuti venerdì 22 maggio fuori da un istituto superiore di Parma. Una versione, quella del ragazzo, che aggiunge dettagli ad una vicenda dai contorni non ancora ben definiti, sulla quale sta indagando la Procura e il Tribunale dei minori di Bologna. «Chiederemo - aggiunge l’avvocata Claudia Pezzoni, che difende il 17enne - l’intervento degli ispettori del Ministero nella scuola. Alla luce di quanto sta emergendo nelle ultime ore, è necessario fare chiarezza su quanto accaduto”. Qual è la ricostruzione dei fatti raccontata da suo figlio? «Oltre a quello si vede nei due video ci sono altri passaggi che non sono stati ripresi dai telefonini. I ragazzi erano in pausa pranzo nel cortile dell’istituto e il professore ha rimproverato uno di loro che aveva lanciato una lattina contro una macchina. Non si è limitato al rimprovero, ha iniziato ad insultarlo, anche con frasi razziste; poi è arrivato un altro docente che li ha fatti entrare in classe. A quel punto mio figlio è rimasto da solo con il professore, che ha continuato ad aggredirlo verbalmente. Il ragazzo come ha reagito?«Educatamente, come gli abbiamo insegnato. Ha detto al professore che non era quello il modo di educare, che non aveva dato il buon esempio. Per risposta gli è arrivato un calcio su un ginocchio. Il professore lo ha colpito e poi ha continuato con gli insulti, aggiungendo anche che li avrebbe aspettati fuori dalla scuola, al pomeriggio».