Lo scorso anno i proventi derivanti dalle sanzioni elevate tramite autovelox nelle principali città italiane hanno subito una brusca frenata, attestandosi a 56,5 milioni di euro, con una contrazione dell'8,9% rispetto ai 62,1 milioni del 2024. Firenze si conferma regina degli incassi con 19,7 milioni di euro, mentre metropoli come Roma e Milano vedono i propri introiti crollare rispettivamente del 52% e del 35%. Il calo generalizzato delle entrate è riconducibile principalmente alla mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che dovrebbe disciplinare omologazione e taratura degli autovelox, al momento latitante, nonostante ci sia stato il via libera da parte della Commissione Ue.
L’analisi è stata effettuata dal Codacons, basandosi sulle ultime rendicontazioni fornite dai Comuni al Ministero dell’Interno.
Dietro il primato di Firenze, si posiziona al secondo posto il comune di Bologna con 9,2 milioni di euro, che scalza Milano, ora terza con 6,9 milioni. Seguono nella classifica delle principali città Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni).
I crolli verticali e le eccezioni locali
Tuttavia, il dato che più salta all’occhio riguarda i "crolli verticali" registrati in alcuni centri urbani. Oltre alla già citata Capitale, passata da 4,8 a 2,3 milioni di euro, le performance più negative si riscontrano a Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%). Al contrario, Ancona registra un’impennata record, con incassi più che raddoppiati (+116%), passando da 855mila euro a 1,8 milioni, seguita da Genova (+54%) e Cagliari (+42%).










