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È stato uno dei terremoti più forti registrati in Calabria da quando è attiva la rete sismica nazionale quello avvenuto nella notte al largo della costa di Amantea, nel Cosentino. La magnitudo, inizialmente stimata in 6.2, è stata successivamente ricalcolata a 6.1 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).Il fenomeno legato alla litosfera ionica
A spiegare l’origine del sisma è Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell’Ingv. Il motore che ha generato l’evento sismico si trova nel Mar Tirreno meridionale ed è legato alla litosfera ionica, ossia la porzione della crosta terrestre e della parte superiore del mantello in corrispondenza del Mar Ionio, considerata uno dei frammenti più antichi dell’antico oceano Tetide.Il meccanismo alla base del terremoto è quello che spinge la litosfera ionica sotto l’Appennino calabro. Si tratta del fenomeno della subduzione, responsabile dell’elevata sismicità che caratterizza la Calabria. «È un meccanismo noto», osserva Stramondo, ricordando come in passato abbia già prodotto terremoti significativi nella stessa area.
I precedenti storici e la diffusione dello scuotimento
Tra gli eventi del passato viene ricordato il terremoto del 2 ottobre 1743, con una magnitudo stimata di 5.1. Più recentemente, l’Ingv segnala le scosse del 18 maggio 1998 e del 17 dicembre 2008, entrambe di magnitudo 5.1 e localizzate a profondità comprese tra 270 e 310 chilometri.Anche il terremoto della notte scorsa si è verificato a una profondità di circa 250 chilometri. Proprio questa caratteristica ha favorito la propagazione dello scuotimento su un’area molto vasta, rendendo la scossa percepibile in tutte le regioni meridionali, dalla Sicilia fino al Lazio, come confermano le segnalazioni raccolte attraverso il servizio dell’Ingv “Hai sentito il terremoto?”.Verso una rete di sismometri sui fondali marini










