PADOVA - La zona industriale finisce sott’acqua e scatta la polemica. Il forte acquazzone che si è abbattuto sulla città ieri pomeriggio (1° giugno) ha creato disagi che, in alcuni casi, hanno richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco. Verso l’ora di cena a fare un primo bilancio ha provveduto l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Bisato: «Il maltempo ha colpito soprattutto l’area est della città e, in particolare, la zona industriale – ha spiegato Bisato – Alcune strade della Zip sono finite sott’acqua e in via Longhin sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per rimuovere due alberi abbattuti dal forte vento».
Nei quartieri Allagamenti si sono registrati anche a Salboro, dove sono tracimati alcuni fossati, e a Brusegana dove, nonostante il bacino di laminazione a ridosso della tangenziale, lungo via dei Colli si sono formate delle mega pozzanghere che hanno mandato in tilt il traffico. E non è mancata la polemica. «Perché non si sono utilizzati i fondi del Pnrr per mettere in sicurezza dal punto di vista idraulico la città?». A chiederselo è stato, infatti, il capogruppo del “Misto” Manuel Bianzale che sul suo profilo Facebook ha pubblicato le immagini degli allagamenti che hanno interessato alcune aree della zona industriale. «La miopia dell’amministrazione Giordani che, dopo dieci anni alla guida della città, si accorge solo oggi della necessità di intervenire per prevenire gli allagamenti – ha tuonato l’esponente di Padova – I fondi del Pnrr erano un’occasione unica per realizzare opere strutturali e mettere in sicurezza le zone più a rischio della città. Un’occasione persa che dimostra la mancanza di programmazione e visione per il futuro della città». Polemiche a parte, la giunta Giordani a febbraio ha presentato un piano che, da qui a qualche anno, dovrebbe contribuire in maniera determinante alla sicurezza idraulica del territorio comunale.Il piano antifango Dal punto di vista finanziario il piano prevede investimenti pluriennali che valgono oltre 100 milioni. Di questi circa 80 milioni saranno messi sul piatto dal Consorzio Bacchiglione, altri 10 milioni da Acegas e circa 4 milioni dal Comune. In tutto fanno 94 milioni. A questi vanno aggiunti altri progetti che porteranno il conto a superare i 100 milioni di euro. Partendo dalle grandi opere, entro la fine del 2027 il Consorzio dovrà provvedere all'innalzamento degli argini del Piovego (spesa stimata 20 milioni di euro) per mettere in sicurezza dal punto di vista idraulico l’area dove sorgerà il nuovo ospedale a San Lazzaro. L’intervento si concentrerà su un perimetro, contando la doppia arginatura, di 12 chilometri. Tempi più lunghi, e un investimento di circa 44 milioni (sempre da parte del Consorzio) sono previsti per lo scolmatore che attraverserà Altichiero, Montà, Chiesanuova, Brusegana per poi arrivare alla Mandria. Un canale che, raccogliendo con un percorso da nord a sud le acque meteoriche di tutta l’area, le convoglierà parte nel Brenta e parte nel Bacchiglione. Passando poi agli interventi di immediata attuazione, sono previsti il ripristino delle condizioni originarie di funzionamento di fossi e attraversamenti, la pulizia dei fossati, la verifica del corretto deflusso delle acque meteoriche lungo la rete tubata di smaltimento di competenza comunale e l’individuazione dei punti di criticità. Questi sono pronti a partire da subito e riguardano circa 92 km lineari di rete di deflusso. Di questi circa 40 km sono di competenza del Comune che, per iniziare a lavorare, ha stanziato circa 4 milioni di euro, finanziati tramite mutuo.










