di

Aldo Grasso

Il tentativo di rivitalizzare il canale non ha per niente funzionato

Poi dice che uno critica. Ma per forza! Se l’obiettivo di Rai 2 era quello di rivitalizzare il lunedì sera con un adventure game fresco e dinamico, «The Unknown - Fino all’ultimo bivio» fallisce clamorosamente il bersaglio, arenandosi nella palude del già visto e del trash (in)volontario. Ogni puntata è la fotografia perfetta di una televisione che non sa più osare, costretta a riciclare formule logore e dinamiche da reality di seconda scelta.Il peccato originale del programma risiede nella sua conduzione. La coppia formata da Elettra Lamborghini e Gianluca «Scintilla» Fubelli manca totalmente di chimica, ritmo e autorevolezza. Se Lamborghini confonde la spontaneità con l’improvvisazione più totale, Fubelli arranca nel tentativo di dare un tono epico a prove che di spettacolare hanno ben poco. Il risultato? Una conduzione schizofrenica che svilisce la narrazione.

Anche il cast non aiuta. Il meccanismo delle squadre (la Blu e l’Arancione) dovrebbe creare tensione, ma si traduce in dinamiche prevedibili tra «soliti noti» del piccolo schermo. Vedere ex veline, ex calciatori e influencer professionisti litigare per dinamiche di gioco pretestuose non genera empatia, ma solo un profondo senso di stanchezza. Le prove «spettacolari» — tra zip line, mongolfiere ed enigmi — sanno di datato, una copia sbiadita di format ben più nobili come «Pechino Express».L’impressione è quella di una lunga e forzata «marchetta istituzionale», dove la pur splendida cornice della Calabria (il progetto è realizzato in partnership con Regione Calabria e Calabria Film Commission nell’ambito della convenzione con Rai) viene usata come mero sfondo per un game show privo di anima.