Si chiama “The Unknown, fino all’ultimo bivio” ma avrebbe potuto serenamente intitolarsi “La rupe Tarpea” il nuovo adventure game di Rai Due. Il, diciamo, simpatico gioco a squadre dovrebbe avere come fine quello di vincere l’ambito montepremi ma in realtà si capisce subito che l’obiettivo punta a sfiancare definitivamente almeno un concorrente a puntata, sino a che, come diceva qualcuno, ne rimarrà uno solo, unico e sparuto “Highlander” sudato. Il format che viene dall’Olanda, Paese in cui è ormai evidente che ogni energia sia adibita a inventare diavolerie televisive da distribuire nel mondo come virus, è stato girato lo scorso anno. Ma viale Mazzini ci credeva a tal punto che l’ha tenuto fermo nel cassetto sino a ora. Questo comporta una serie di criticità, a partire dal fatto che l’assembramento in video di Elettra Lamborghini, che qui conduce il tutto, sta diventando come un nodo di traffico in tangenziale (spalla di “Canzonissima”, voce italica dell’Eurovision, intervistata a “Belve” per la seconda volta, fatina buona di “Boss in Incognito” e a questo punto attenzione ai videocitofoni: potrebbe essere lei). In questo caso però l’interprete degli immortali versi “Pem Pem” si limita a poche parole, perché essa dà il via alla gara ogni mattina e accoglie i sopravvissuti o quel che ne rimane, alla sera. Il resto lo fanno le due squadre di più o meno vip e non vip, che di volta in volta devono prendere decisioni epocali davanti a un bivio solitamente assai cattivo mentre il pubblico fa il tifo affinché la scelta si riveli profondamente sbagliata per farli soffrire il più a lungo possibile. Così, di errore in errore, tra noto e ignoto, va a finire che i concorrenti si abbattano sui paesaggi tentacolari della Calabria, si sfianchino in bicicletta, si arrampichino su pendii esagerati, precipitino da colline aspre, guadino fiumi sui gomiti e strano che non abbiano (ancora) pensato di farli inginocchiare sui ceci per raggiungere la meta di ogni tappa. Peccato però che dopo una sola puntata la brutalità fisica abbia lasciato il passo ai soliti triti e ritriti meccanismi di qualsiasi altro reality di risulta, quindi rivalità, battibecchi, considerazioni pseudo psicologiche, di cui non si sente di certo il bisogno. Molto meglio accarezzare il lato sadico del telespettatore, che dopo tutto quel che subisce quotidianamente dai palinsesti sparsi non vede l’ora di aspettare al varco il concorrente sfranto, col fiatone, abbandonato sul ciglio della strada per i troppi chilometri percorsi e visto che si trova in un momento di lampante debolezza, lanciarlo giù dalla rupe televisiva. Forse una gratificazione un po’ estrema ma decisamente meritata.
The Unknown, che soddisfazione veder soffrire i concorrenti in tv
Il nuovo giochino di Rai Due si basa sulle prove fisiche di simil vip. Che non devono cedere. E più si sfiancano più ne giova il sadismo latente del telespettat











