VENETO - Regione del Veneto, Università degli Studi di Padova ed Ente Parco regionale Veneto del Delta del Po uniti per proteggere la tartaruga caretta caretta nel mare dell'Alto Adriatico e per monitorarne l'impatto sulla pesca e l'acquacoltura. Il progetto Si tratta di un progetto di gestione integrata approvato dalla giunta regionale, che vi parteciperà con un contributo di 96.000 euro finanziato attraverso le risorse del Fondo europeo per gli Affari marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (Feampa) 2021/2027. L’iniziativa, che potrà contare su un budget complessivo di 113.500 euro, punta a sviluppare attività di ricerca, monitoraggio e gestione dedicate alla presenza della tartaruga marina Caretta caretta nelle acque costiere e lagunari venete, con particolare attenzione agli effetti sul comparto della pesca e dell’acquacoltura. «Mettiamo in campo – sottolinea l’assessore regionale Dario Bond – un progetto innovativo che unisce tutela ambientale, ricerca scientifica e sostegno alle attività produttive del mare, con cui puntiamo ad affrontare in maniera scientificamente fondata le nuove sfide legate agli equilibri dell’ecosistema marino».

Gli effetti Il progetto si concentrerà in particolare sul ruolo ecologico della Caretta caretta come possibile predatore naturale del granchio blu, specie invasiva che sta causando pesanti danni al comparto ittico e dell’acquacoltura: «Stiamo investendo – prosegue Bond – su uno studio approfondito che potrà aiutarci a comprendere meglio le dinamiche naturali del Nord Adriatico e a individuare possibili strumenti di contenimento biologico del granchio blu. Parallelamente lavoreremo per ridurre le interferenze tra la presenza delle tartarughe marine e le attività di mitilicoltura e pesca, favorendo una convivenza sostenibile». La collaborazione consentirà di valorizzare le competenze scientifiche e tecniche presenti sul territorio, coinvolgendo direttamente anche gli operatori della pesca: «Questa iniziativa – conclude l’assessore – rappresenta un esempio concreto di sinergia tra istituzioni, mondo della ricerca e produttori, nella consapevolezza che la sostenibilità ambientale debba andare di pari passo con la tutela del lavoro e delle economie locali».