Grande partecipazione per il primo appuntamento de “I Giovedì al Museo”, che ieri ha animato il Museo di Cabras. Protagoniste assolute sono state le tartarughe marine e, con loro, un ricercatore che da anni lavora per tenerle in vita. Andrea Camedda, ricercatore del CNR, è salito sul palco insieme al Centro di Recupero del Sinis (CReS) per raccontare qualcosa che va ben oltre la biologia marina. «Parliamo di un sistema», spiega Camedda, «che abbiamo costruito pezzo per pezzo, mettendo insieme istituzioni, ricercatori, veterinari e aree protette. Non è solo scienza: è una rete di persone che si prende cura di un patrimonio comune».

La conferenza, dal titolo “Senza Frontiere: il network per la salvaguardia delle tartarughe marine”, ha messo al centro la Rete Regionale per la conservazione della fauna marina. «È la prima rete italiana totalmente istituzionale del suo genere, coordinata dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna, con il CNR-IAS come responsabile scientifico. Un modello che, a quanto pare, sta iniziando a fare scuola anche altrove», racconta il relatore. Sul territorio, il network si articola attorno al Centro di Recupero del Sinis, una struttura che è molto più di un rifugio per animali feriti, ma ospita una clinica veterinaria, uffici dell’Area Marina Protetta, laboratori di ricerca e vasche di degenza. «Quando arriva una tartaruga in difficoltà», racconta Camedda, «entra in un sistema coordinato. Non finisce semplicemente in una vasca ad aspettare: c’è un protocollo, c’è un’équipe con l’obiettivo preciso di restituirla al mare nelle migliori condizioni possibili».