di
S. Mor.
Il fenomeno è dovuto all'innalzamento delle temperature medie annuali nel bacino del Mediterraneo. Ma la presenza umana continua a impattare sulla schiusa. I report di Legambiente e Wwf e i progetti europei attivati
È iniziata l'estate delle tartarughe marine Caretta caretta, simbolo della biodiversità marina, e una buona notizia arriva proprio in occasione della Giornata mondiale a loro dedicata (16 giugno). La specie sta, infatti, esplorando nuovi siti dove deporre le uova, dall'Italia alla Spagna, toccando diversi Paesi affacciati sul Mediterraneo, con un areale che si sposta sempre più a ovest e a nord. A segnalarlo è Legambiente, ricordando che se fino a qualche decennio fa le tartarughe nidificavano quasi esclusivamente sulle coste orientali del Mare Nostrum, oggi sempre di più «prediligono» le coste occidentali: in Italia solo nel 2024 l'associzione ha segnalato 601 nidi, il numero più alto di sempre, a differenza degli anni precedenti quando aveva monitorato "solo" poche decine di nidi (20 nel 2014, 30 nel 2015, 40 nel 2016, 50 nidi nel 2017). «Un trend inequivocabile, che impone di attrezzarci per tempo. Per tutelare efficacemente le nuove aree di nidificazione serve un’alleanza solida: la comunità scientifica deve raccogliere e interpretare i dati, le associazioni devono proteggere i nidi coinvolgendo i cittadini, le amministrazioni e le regioni devono garantire la tutela di queste aree e gli operatori turistici devono collaborare adottando pratiche sostenibili», sottolinea Stefano di Marco, coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e project manager di LIFE TURTLENEST.








