L’estate è alle porte e i volontari del Wwf scaldano i motori, facendo campagna di consapevolezza e accogliendo sempre più persone nelle loro file nel nome del rispetto dell’ambiente e della natura. Il mare è un bene prezioso, come gli animali che lo popolano. Le tartarughe – i primi nidi del 2026 sono già spuntati nel sud Italia – hanno dimostrato negli ultimi anni di amare molto la costa apuana, dunque occorre farsi trovare preparati. Monitoraggio in partenza, l’appello a chi fosse interessato a diventare volontario ha già riscosso successo. "Abbiamo già delle persone che ci hanno contattato – spiega Gianluca Giannelli del Wwf Massa Carrara – Più siamo e meglio è, naturalmente. Le nuove adesioni sono sempre gradite, il lavoro da fare è tanto e sapere di poter contare su tante persone per fare i turni è importante. L’anno scorso siamo stati impegnatissimi, il nostro gruppo è composto da una trentina di soggetti ma è destinato a crescere. Stiamo avendo riscontri importanti per quanto riguarda la collaborazione da parte dei balneari, le amministrazioni comunali ci sono al fianco e l’opinione pubblica è dalla nostra parte. Così come il Ministero, la Regione, l’Arpat, l’Università di Pisa. Dal 10 giugno in poi ci aspettiamo già di poter intercettare delle emersioni: siamo pronti". Il monitoraggio è un aspetto chiave: è importante saper riconoscere il ’passaggio’ di una tartaruga marina sulla spiaggia, con le caratteristiche scie a forma di U o di V. Quasi fossero impronte di pneumatici da trattore. E così la campagna di adesioni, il ’Progetto tartarughe’ spicca il volo: “Aiutaci a trovare i nidi di tartaruga marina – recita l’avviso – Diventa volontario, ogni traccia può indicare un nido. Il tuo aiuto può fare la differenza“. Per info e adesioni, oltre alla mail [email protected], ci sono anche i contatti telefonici: 360.234789 e 339.7431754. Ma ci sono anche note dolenti, dice Giannelli: "Poche sere fa nella zona di Forte dei Marmi abbiamo trovato una bella tartaruga di 70 centimetri senza vita, speriamo non fosse una femmina. Occorre mettere un punto, a livello istituzionale, alla ’pesca da posta’. Coinvolgendo Arpat e il Ministero. Le reti non possono essere messe senza limiti, basta vedere le tartarughe trovate morte negli ultimi mesi: tutte con abrasioni e tagli a collo e pinne, rimangono impigliate e muoiono soffrendo. E poi ci sono i bracconieri, abbiamo ricevuto più segnalazioni e la Capitaneria è già al lavoro. Occorre più rispetto per la Natura".
Tartarughe, stagione al via. Il Wwf in cerca di volontari
Riparte il monitoraggio lungo il litorale apuano, appello per l’adesione. Giannelli: "Ma attenzione ai bracconieri e ai pescatori senza scrupoli".
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