Roma, 2 giugno 2026 – L’Italia avrebbe voluto una deroga del patto di stabilità (al massimo ci potrà essere ma solo per gli investimenti in innovazione e non per i sostegni a spese e bollette) per poter usare soldi per aiutare famiglie e imprese davanti alla crisi energetica scatenata dal conflitto in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Insomma usare soldi senza incidere sul rapporto deficit/Pil che l’Italia si è impegnata a portare sotto il 3% per evitare sanzioni e limitazioni alla spesa pubblica. Ma l’Unine Europea, come proposto dal Commissario europeo alle politiche regionali, Raffaele Fitto, sembra per ora concedere solamente la possibilità di dirottare i soldi dei Fondi di Coesione europei.
I fondi di coesione sono uno degli strumenti centrali dell’Unione europea per ridurre i divari territoriali, economici e sociali. Finanziano infrastrutture, innovazione, transizione verde, formazione, occupazione, servizi pubblici e competitività delle imprese. In Italia pesano soprattutto sul Mezzogiorno, ma incidono anche sui programmi regionali e nazionali. Sono finanziamenti a fondo perduto (non prestiti) ma un eventuale spostamento al capitolo “crisi energetica” potrebbe causare una carenza di risorse per altre iniziative.










