Via libera di Bruxelles alle misure per contrastare la crisi energetica derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Giorgetti: "Soddisfatto, recepite nostre proposte"

La Commissione Europea concederà uan flessibilità fino allo 0,3% del Pil annuo per tre anni, con un tetto cumulativo dello 0,6% sul triennio (per l'Italia stimabile tra 13 e 14 miliardi di euro) per misure atte a contrastare la crisi energetica derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. E' la risposta dell'esecutivo Ue alla richiesta arrivata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e anche a quella avanzata dalla Spagna dal ministro dell'Economia Carlos Cuerpo, che, diversamente da quella italiana, era specificamente focalizzata sulle spese 'green'.

La flessibilità "non" potrà essere utilizzata per coprire misure "non mirate" come la riduzione delle accise sui carburanti, sottolinea, in conferenza stampa a Bruxelles, il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis. Ogni Stato membro, spiega, potrà "richiedere l'estensione" della clausola nazionale di salvaguardia anche per l'energia, coprendo "misure adottate da febbraio 2026" che "aiutino a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili", come ad esempio "investimenti su larga scala in progetti per rafforzare le reti elettriche", per sostenere lo sviluppo delle "energie rinnovabili", misure come "sussidi" per le aziende che "si allontanano dalle fonti fossili", come "sussidi per auto elettriche", per l'acquisto di "pompe di calore", per "installazioni solari", oppure "batterie" per stoccare l'energia prodotta e misure di questo genere.