Appisolarsi di frequente durante il giorno può essere un campanello d'allarme con l'avanzare dell'età. Può cioè indicare la presenza di malattie che, a loro volta, aumentano il rischio di mortalità. Uno studio condotto dal Mass General Brigham e dalla Rush University, durato ben 19 anni e basato sul monitoraggio di oltre 1300 anziani, ha gettato una luce nuova e inquietante sulle possibili implicazioni delle abitudini dei pisolini diurni.

C’è pisolino e pisolino

Stando ai risultati pubblicati sulla rivista JAMA Network Open, non è il pisolino in sé a essere pericoloso, ma la sua frequenza, durata e collocazione temporale. I dati raccolti tramite sensori di movimento (actigrafia) mostrano che ogni ora extra di sonno diurno aumenta il rischio di mortalità del 13%. Ma il dato più sorprendente riguarda il "quando": chi ha l'abitudine di addormentarsi durante la mattinata presenta un rischio di mortalità superiore del 30% rispetto a chi sceglie il classico pomeriggio.

La spia che qualcosa non va

"È tutto estremamente corretto", commenta Dario Leosco, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e ordinario di Geriatria all’Università Federico II di Napoli, "Il monitoraggio di quei pazienti che presentano addormentamenti soprattutto nelle fasi iniziali del giorno si associa sicuramente a un più alto rischio", aggiunge. È fondamentale però non cadere in facili allarmismi: dormire di giorno non è la causa del decesso, ma un segnale che qualcosa nel "motore" dell'organismo non sta funzionando come dovrebbe. Come sottolineato da Leosco, ci troviamo di fronte a un'associazione: "Alla base dei disturbi del sonno in questa popolazione ci sono condizioni croniche, come cause cardiovascolari o neurodegenerative". In altre parole, il sonnellino eccessivo è la "spia rossa" che si accende sul cruscotto: indica che il corpo sta lottando contro patologie silenti o che il ritmo circadiano (il nostro orologio interno) è ormai sfasato.