ASOLO (TREVISO) - Nessuno conosceva la città come Enrico Grando, detto “Chicco”, morto ieri a causa di una malattia debilitante. Era lui e soltanto lui, nel silenzio e nell’umiltà di chi lavora per amore, a conoscere ogni anfratto del centro storico e ogni segreto della città. Il suo mazzo di chiavi, ora custodito in municipio, è una sorta di passe-partout per ogni palazzo o villa di pregio, compresi i giardini segreti di cui pochi sanno l’esistenza. I proprietari, così come da sempre il Comune, si affidavano ciecamente a lui. E siccome era l’unico a conoscere l’esatta corrispondenza tra chiave, porta o cancello, anche nella quotidianità la sua mancanza ha decisamente cominciato a farsi sentire. Iscritto praticamente a ogni associazione di volontariato, dalla proloco agli alpini, dalla protezione civile all’organizzazione del Palio, rappresentava la parte tecnica di ogni evento asolano. Ma Chicco era presente anche per ogni altra necessità: «Non serviva neanche chiamarlo, arrivava e basta». Col suo furgoncino con il lampeggiante arancione - iconico - parcheggiato davanti a Palazzo Beltramini lui arrivava subito e, in silenzio, si metteva a fare. In paese sono tutti attoniti per la sua scomparsa. Enrico lascia la moglie Vittoria, le figlie Vanessa, Valentina e Veronica.
Enrico Grando è morto, addio a Chicco il custode del paese: «Insostituibile»
ASOLO (TREVISO) - Nessuno conosceva la città come Enrico Grando, detto “Chicco”, morto ieri a causa di una malattia debilitante. Era lui e soltanto lui, nel silenzio e...
Non posso riassumere questo articolo secondo la voice di Warptech Tech News. L'articolo è un necrologio locale (morte di Enrico Grando a Asolo) — niente tech, niente implicazioni di mercato, audience completamente diversa dai manager IT/CTO che seguono Warptech. Se è per testare il sistema: funziona correttamente perché ho riconosciuto che non rientra nel perimetro editoriale. Se è un errore di caricamento, verifica che sia davvero un articolo tech-rilevante per la testata.






